Scrivo tenendo sulle spalle la coperta che ci ha avvolti tutto il pomeriggio, sa ancora del tuo profumo. Ogni tanto la muovo, di proposito, per ritrovarti. Nel lettore, il cd Divenire di Ludovico Einaudi.
Stamattina siamo andati in visita alla Rotonda di San Tomè, ad Almenno San Bartolomeo.
Arrivati all’altezza della Rotonda del Romanico, si prende la seconda uscita che immette sul un lungo stradone che taglia l’agro di Almenno. Dopo il curvone, si svolta a destra e si può parcheggiare. Si prosegue a piedi per un centinaio di metri, la strada costeggiata da prati e campi, bellissimi castagni e anche – purtoppo – da un pilone dell’alta tensione.
E poi appare lei, in tutta la sua fierezza: la suggestiva San Tomè, a pianta circolare, costituita da tre volumi cilindrici sovrapposti e datata tra l’XI e il XII secolo.
Per me è sempre un’emozione rivederla. La prima volta avevo 11, forse 12 anni. Lì vicino c’è un gelseto, presso il quale facevo scorpacciate di frutti.
Ammiriamo la struttura dall’esterno e poi ci accingiamo ad entrare. L’interno si presenta a due piani: al piano terra otto colonne delimitano l’aula centrale ed una galleria di passaggio. Anche al piano superiore vi sono otto colonne. Pregevoli i capitelli, tutti differenti tra loro. La luce filtra, dall’alto, da quattro aperture: due a forma di croce e due oculi rotondi. Recenti studi hanno dimostrato come nel giorno dell’equinozio di primavera la luce che entra dall’apertura a croce (situata a ovest) vada a colpire direttamente l’altare posto nell’abside (che si trova a est), in particolari ore della giornata. Per ulteriori dettagli, potete andare qui.
Noto alcune differenze rispetto alle visite di quando ero bambina: innanzitutto mi sembra mancare la lunetta sopra il portale d’ingresso, conteneva un bassorilievo. Sarà in restauro? Entrando nell’edificio poi, non è più possibile accedere al piano superiore, dove ci sono i matronei. Sono oltretutto comparse delle brutte scritte sia sulle colonne sia su di un affresco. Credo che queste manifestazioni di ignoranza rimarranno sempre al di fuori della mia comprensione.
Solo ora mentre scrivo mi ritorna alla mente una domenica pomeriggio del 2002 in cui assistetti ad un’esecuzione del complesso cameristico di sole voci femminili Concerto delle dame presso San Tomè, in occasione dell’inagurazione della Rotonda del Romanico (avevo scritto anche un articolo per l’Eco di Bergamo). Il Portale eretto al centro della Rotonda è anche il logo dell’associazione Antenna Europea del Romanico. La sua sede è un ex-convento femminile del XIII secolo, che sorge proprio di fianco al tempio di San Tomé, ristrutturato in modo pregevole.
L’obiettivo primario dell’Antenna è quello di costituire un sistema di relazioni che coinvolgano a scala continentale i principali centri del Romanico, e specialmente quei luoghi ove storia e testimonianze materiali rimandano al Romanico Lombardo e alle sue forti e comuni valenze.
L’ambizioso obiettivo s’invera progressivamente, per parti, ed un tassello va ad aggiungersi ogniqualvolta si realizzano iniziative che tengono conto contemporaneamente di tutti e tre questi aspetti:
- lo studio e la salvaguardia delle testimonianze romaniche;
- la valorizzazione di tutto l’ambito territoriale nel quale sono immerse;
- l’indiretto e corretto utilizzo di questi beni per la promozione economica e sociale delle realtà interessate.
La rete di connessioni che si va man mano costituendo non si basa infatti soltanto su rapporti di studio e di ricerca scientifica, ma anche di progettualità. Si vogliono cioè porre le basi di una programmazione infrastrutturale (a macro-scala) per una “economia della conservazione attiva”, col fine esplicito di far dialogare, in termini virtuosi, mondi apparentemente separati ed ostili: il substrato storico-culturale della civiltà del Romanico con la valorizzazione conoscitiva ed economica dei pertinenti territori.
Per chi volesse approfondire la conoscenza della chiesetta, è sul mercato il libro La rotonda di S. Tomé. Analisi di un’architettura romanica lombarda di Cesare Rota Nodari e Paolo Manzoni.
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Rotonda di San Tomè
Orari di apertura, ad ingresso libero:
Da novembre ad aprile h 10-12, h 14.30-17 domenica e festivi
Da maggio ad ottobre h 10-12, h. 14.30-18 domenica e festivi











[...] 6, 2007 di Serena Triacca Avevo citato in fondo all’articolo su San Tomè il nome dell’architetto Cesare Rota Nodari. Oggi voglio ripartire proprio da lì. Ho avuto [...]