Come scrivevo in questo post, molti gli spunti che ho tratto dal libro Gesù figlio dell’uomo di Gibran. Vorrei citare un altro paio di passi che mi hanno colpita.
Dice un filosofo
[...] in realtà noi guardiamo senza vedere e ascoltiamo senza udire; mangiamo e beviamo senza percepire sapori. E in questo consiste la differenza tra noi e Gesù di Narareth. I suoi sensi si rinnovano ad ogni istante e il mondo gli appariva sempre un nuovo mondo. L’informe balbettio infantile aveva per lui lo stesso peso del grido dell’umanità intera, mentre ai nostri orecchi non è altro che un balbettio informe. La radice del ranuncolo era per lui un anelito a Dio, mentre per noi non è altro che una radice.
Giovanni a Patmos dice
[...] vorrei narrarti dell’altro, e altro ancora, ma come? Quando l’amore diviene immenso, le parole vengono meno. E quando la memoria è troppo colma, cerca il profondo rifugio del silenzio.
Infine, un uomo che abitava fuori Gerusalemme
Un uomo vagheggiava un regno in cui poter essere principe (ndr. Giuda). Un altro uomo desiderava un regno dove tutti gli uomini sarebbero stati principi.






Se solo sapessimo tutti Vedere il Mondo per quello che in realtà E’, scopriremmo cosa é l’Amore.
Vado ad Ascoltare la pioggia, se no mi dilungo.
Quanto hai ragione… !
Io al rumore della pioggia battente ho unito un nuovo speciale su Michael Jackson e tutti i suoi video più famosi