Il 2 marzo è stata indetta da Co.Mo.Do. la Prima giornata nazionale delle Ferrovie dimenticate. Nel febbraio 2007 è stato presentato un progetto di legge per il riuso del patrimonio ferroviario abbandonato e per la creazione di una rete di mobilità dolce per ciclisti, pedoni, persone a cavallo e a mobilità ridotta. Con la finanziaria 2008, sono stati stanziati due milioni di euro per il recupero e la trasformazione in piste ciclo-pedonali di una decina di ex-ferrovie dalla Lombardia alla Sicilia.
La partecipazione agli eventi programmati per il 2 marzo su tutto il territorio nazionale è stata stimata in circa quindicimila persone. Escursioni a piedi, in bicicletta, a cavallo, su treni storici, convegni, visita alle stazioni abbandonate e soppresse…
Ritengo di notevole pregio questa iniziativa; prima di mettersi a costruire dal nulla, sarebbe opportuno pensare a quello che già esiste e a come possa essere possibile riqualificarlo in funzione delle nuove esigenze della collettività e dell’impatto ambientale (vedi il vecchio acquedotto di Brembate di Sopra trasformato in osservatorio astronomico).
E poi mi è tornata la voglia di rimettermi in sella
…non vado in bicicletta da anni! Mucchi di ruggine!
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Ecco il sito internet dedicato all’iniziativa
Un articolo su Repubblica







Confermo… anni e anni che non vai in bicicletta Sere, mentre mi ricordo benissimo le mie biciclettate per venire da te
ti voglio vedere dal vivo in sella!!
La bicicletta rossa, come dimenticarla!
Mi sa che tra le ferrovie dimenticate ci sta pure quella vicino a casa: i treni sono talmente in ritardo che si dimenticano di passare.
Guarda, non parlarmi di ritardi dato che percorro un lungo tragitto in treno quasi tutte le settimane…
L’ultima volta stavo rietrando a casa, ultimi 30 km di strada… fatti in un’ora e dieci minuti, perchè i passaggi a livelli erano rotti. Il treno in prossimità del passaggio a livello si fermava, scendeva un tizio con la bandierina rossa per segnalare a macchine e pedoni l’appropinquarsi del treno, poi risaliva al volo, il treno ripartiva e via dicendo ad ogni passaggio a livello… il tutto ovviamente senza che nessuno del personale avvisasse del motivo del ritardo… speriamo di essere più fortunata domani!
Iniziativa lodevolissima!
In Belgio (dove ho vissuto per 4 anni) ho visto costruire dei ponti accanto ad altri ponti mai usati su cui ora crescono solo delle piante e dell’erbaccia….si sarebbe potuto risparmiare tempo e denaro semplicemente costruendone uno e funzionante…non trovate?!?!?
Assolutamente! In realtà pensavo che sotto questo punto di vista il Belgio fosse più evoluto di noi… per una volta – forse – possiamo farcela
Su tante cose saranno più evoluti ma su tante altre sono molto molto dietro… non se l’abbiano a male!
Potrei elencare gente che fa pipì per strada, rutti ad alta voce… ma ovviamnete (che dici così evito il linciaggio?!?!?) non son tutti così!
Ho riscoperto la bicicletta da poco e ti posso assicurare che è bellissimo pedalare con l’aria che ti passa tra i capelli, ci si sente liberi! Bella questa iniziativa, ogni tanto qualche buona idea ci vuole…
Alessandra
Anche tu da tanto non pedalavi? Mi fa piacere che non sono la sola…
Ti dirò, penso che con i primi caldi si potrà tentare l’esperimento… (primo comprare la bicicletta dato che quella che ho è stata scassata da mio nipote!)