Calvino e Melotti: il “sottile” dialogo #01
Aprile 17, 2008 di Serena
In questi giorno sono immersa nella lettura de Il castello dei destini incrociati di Italo Calvino, al quale tra l’altro vorrei dedicare prossimamente un post più approfondito, se sarà nelle mie capacità e avrò l’ispirazione giusta. Ho comprato il libro la scorsa settimana con il servizio Feltrinelli, che non mi delude mai quanto a celerità. Inoltre spendendo almeno 39,90 euro e pagando con carta di credito (accettata anche la PostePay!) le spese di spedizione erano gratuite e c’erano un sacco di titoli in promozione. Ora e fino al 23 aprile - per la cronaca - le spese di spedizione sono fisse a 3,90 euro con 10 punti Carta Più in omaggio… magari ci scappa un nuovo ordine, chi lo sa
Ma torniamo a noi… mi sono soffermata a guardare la copertina di quel libro e ho notato che lo stile è molto simile a quello di un altro libro che ho sul comodino, Le città invisibili sempre di Calvino. Entrambi sono editi da Mondadori, collana Opere di Italo Calvino.
Leggo che le opere in copertina sono di Fausto Melotti e sono sculture (La danza, 1972 e Le torri della città invisibile, 1976). Mi hanno molto affascinato, nelle loro linee così essenziali e graziose, quasi diafane. Melotti (Rovereto 1901 - Milano 1986) inizia la sua formazione a Firenze e a Pisa, dove ammira le opere di Giotto, Botticelli, Donatello e Michelangelo, le opere architettoniche romaniche, gotiche e medievali. Il suo linguaggio scultureo - caratterizzato da elementi lineari e geometrizzanti, da cui era esclusa ogni “modellazione” in favore di una assoluta purezza formale - raggiunge l’apice del suo sviluppo negli anni Settanta con le aeree e fragili costruzioni di fili di rame, di trasparenti retine metalliche e di garza. Amante della musica, studiò da giovane l’organo e il pianoforte, riflettè sul contrappunto e l’armonia, portando tutto all’interno della sua arte, in particolar modo nelle incisioni.
Sembra che il processo creativo in Melotti coincida con quello dello scrittore Italo Calvino. I due erano amici e Calvino scrisse questa dedica nel volume di Le città invisibili che donò allo scultore: “A Fausto Melotti le “città sottili” e tutte le altre di questo libro che è anche suo. Con grande amicizia, Italo Calvino - dicembre 1972″.
Che per visitare lo studio di Melotti occorra passare per una botola salendo e scendendo una scaletta da sottomarino, è un dato di fatto da non trascurarsi… perché ogni itinerario conoscitivo non può che iniziarsi con una scoscesa dislocazione verticale…
I segni vanno comunque tenuti alti: senza nessuna prosopopea, con la leggerezza, l’attenzione, l’industriosa ostinazione dei palafitticoli. Era verso il regno delle palafitte che il viaggiatore e non da ieri muoveva i suoi trampoli: solo habitat possibile per i secoli immediatamente prossimi. Apprendere da Melotti che l’infinito s’avvolge su se stesso a spirale autorizza d’altronde a una certa confidenza con lo spazio e col tempo.
Tratto da I. CALVINO, I segni alti (per Fausto Melotti), (1971), in I. C., Saggi II, Meridiani, Mondadori, 1995, p.1970-71
C’è stato un momento in cui dopo aver conosciuto lo scultore Fausto Melotti, uno dei primi astrattisti italiani, che solo nella vecchiaia è stato scoperto e valutato secondo il suo merito, mi veniva da scrivere città sottili come le sue sculture: città su trampoli, città a ragnatela.
Tratto da I. CALVINO, Intervento su L’Espresso, 5 novembre 1972, ora in M. BARENGHI, Le città invisibili, in I. C., Romanzi e racconti II, Meridiani, Mondadori, 1992, p.1358-63
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Mostre
“Fausto Melotti”
Acquavella Galleries, New York
16 aprile / 30 giugno 2008
“I viaggi di Fausto Melotti”
Istituto Italiano di Cultura, New York
13 / 30 maggio 2008
Per rimanere un pò in tema di design e curiosità, nell’isola di Minorca, a Ciutadella, è presente un hotel i cui interni sono basati sulle descrizioni del libro Le città invisibili; concepito dall’architetto Fernando Pons e dalla designer Chiara Fabiani, l’Hotel Tressants è attualmente in vendita. Nella reception le candele sul muro sono disposte in modo da formare la costellazione dell’Acquario; c’è una finestra di vetro sul pavimento da cui si può vedere una piscina illuminata. L’hotel dispone di otto camere, ognuna ha il nome di una delle città del libro: Maurilia, Zenobia, Zemrude, Baucis, Eudoxia, Sophronia, Valdrada… ognuna decorata e arredata con dettagli particolari. Un vero incanto. E un invito alla lettura del libro di Calvino, qualora non lo conosceste.






Bellissimo post, molto istruttivo, mi hai convinto a leggere qualche libro di Calvino.
Buona serata
@ Graziano: grazie! Onestamente non ho letto molto altro di Calvino, ma quel poco mi è piaciuto. Buona lettura allora
Adoro Italo Calvino!
E ti sei trovata due libri stupendi: in particolare Le città Invisibili è veramente mozzafiato…
Posso consigliarti il prossimo? Se una notte d’inverno un viaggiatore… — C L A M O R O S O —
@ Lorenz: benvenuto! Le città invisibili è il regalo del mio tutor di tirocinio all’università, diventato poi collega… accolgo il consiglio sul prossimo libro
[...] 18, 2008 di Serena Continuo l’argomento del precedente post che mi ha a dir poco appassionata, anche se penso di essere riuscita a tediare non pochi lettori [...]
io vado al contrario


prima mi sono fatta incantare dal prossimo post, e poi ho scoperto questo!
e soprattutto…mi sono innamorata di quel bagno!anche se non pare il massimo della comodità
ps: meme per te
@ elis: grande elis. La potenza del Web 2.0 e del poter viaggiare in rete secondo il proprio ritmo, seguendo l’istinto
Il bagno è molto carino, vero. La vasca sembra incassata nel pavimento stesso… meme che ho visto e a cui risponderò non appena tutti i neuroni saranno di nuovo funzionanti cara 
E’ nelle “città invisibili” che si ritrova la maggiore assonanza tra i due artisti.
Michelangelo