Piccola donna (cresce)
Maggio 5, 2008 di Serena
Nella giornata dedicata ai lavoratori ho voluto darmi da fare in cucina, come raramente avevo fatto prima. Non sono una cuoca particolarmente esperta e me ne cruccio, ma credo che con un pò di buona volontà e di pratica potrò arrivare a qualche risultato se non altro commestibile. Armata del mio bel grembiulone blu acquistato in Alto Adige (non questo però), capelli in assetto di guerra (riesco a farmi il codino!), nel tardo pomeriggio monopolizzo la cucina, che in men che non si dica si trasforma in un vero campo di battaglia.
Ho trovato la ricetta su un bel blog - che vi consiglio - e ho introdotto qualche variante. Mi sono cimentata in… maltagliati allo speck e salvia.
Per la pasta fresca (4 persone)
200 gr. di farina di grano tenero
200 gr. di farina di grano duro
4 uova
salvia tritata
salePer il condimento
180 gr. di speck (2 o 3 fette spesse)
Foglie di salvia in abbondanza
Uno scalogno
Parmigiano grattugiato
Vino bianco
Pepe rosa
Olio
In una pirofila piuttisto grande ho versato le farine che ho disposto a fontana con un pò di sale; nel mezzo ho rotto le uova e ho iniziato con il portare la farina dall’esterno al centro. Quando ha notato un pò di consistenza, ho spostato l’impasto sul tavolo - ben infarinato - e ho continuato lì la lavorazione, per circa dieci minuti, trasformandomi nel mostro della palude (ndr. pasta appiccicata sulle mani!). Dopo poco, avrei dovuto aggiungere la salvia tritata finemente, ma me ne sono dimenticata; mi è venuto in mente solo quando avevo già ottenuto una bella palla di pasta compatta, quindi l’inserimento della salvia è risultato abbastanza difficoltoso. /Me tapina!
Ho lasciato la palla a riposare nella pirofila per circa 45 minuti, coperta da un tovagliolo umido. La fase della “nanna della pasta” è essenziale e ce ne si accorge subito appena la si stende: l’impasto è davvero molto più morbido! Taglio la palla in tre parti e inizio a stendere la prima con il mattarello. Le cosa più antipatica della
stesura a mano è che - a causa dell’elasticità - 1) la pasta tende a “tornare indietro” 2) difficile ottenere uno spessore sottile 3) si rischia lo slogamento dei polsi, se non avvezzi (io, sono io). Mi piacerebbe tanto avere la nonna papera! Una volta ottenuto più o meno lo spessore desiderato inizio a tagliare la pasta con una rotella e proprio in quanto maltag
liati il risultato è abbastanza grezzo ed impreciso, azzardo anche casereccio. Sono soddisfatta!
In attesa del mio amore, preparo lo speck a tocchetti e affetto lo scalogno e la salvia.
Credo che la sorpresa più bella per lui sia stata l’accoglienza al cancello con il mitico grembiulone blu piuttosto che la ricetta in sè! In effetti sono abbastanza buffa con quel pastrano (no comment sull’autoscatto con mattarello d’ordinanza).
Una volta fatti accomodare gli uomini (con tanto di imperativo “zittatorio”, stessa sorte che ha subito Gerry
Scotti… tv spenta con un colpo di telecomando), ho iniziato l’avventura ai fornelli, anche se dietro alle mie spalle si sono scatenati frizzi, lazzi e sghignazzi, nonchè fotografie che per pudore evito di inserire qui. In realtà faticavo io stesso a stare seria, piccolo disastro quale sono.
In una pentola bassa, ho fatto rosolare dello scalogno con olio extra vergine d’oliva. Una volta dorato, ho aggiunto lo speck e parte della salvia. Dopo un paio di minuti ho bagnato lo speck con vino bianco e - una volta sfumato - ho cosparso con una bella quantità di pepe rosa. Nel frattempo, ho messo a mollo in acqua bollente salata i maltagliati; il tempo di cottura si è aggirato intorno 10 minuti.
Una volta pronta, ho scolato la pasta e versata nella padella del condimento, a cui ho aggiunto le ultime foglioline di salvia. Dopo aver impiattato, una nuova spolverata di pepe rosa e del parmigiano grattugiato a completare il tutto.
Non so se sia stata fame dovuta alla stanchezza o semplicemente la soddisfazione, ma ho svuotato il piatto in men che non si dica.
Non so se sia stata la sorpresa di vedermi all’opera o una dimostrazione di fiducia, ma anche gli ometti hanno mangiato con gusto.
Sono stata felice.
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Consiglio l’abbinamento con
Cuvè di Pinot - Veneto I.G.T.
Pinot Bianco e Pinot Grigio
Santa Margherita






che avventura sere
Ma la foto finale rende l’idea che gli uomini non abbiano mentito..però protesto, voglio vedere la foto del mostro della palude in grembiule 
@ skye: grazie! un’avventura lunga 3 ore, mi sa che sono io ad essere lenta! Da sola era un pò un casino… già ho infarinato la fotocamera a fare queste (e mio padre con la digitale non è proprio capace), la prossima volta giuro che mi faccio fare la foto dal mio amore, primo piano delle mani del mostro
Bene! Allora a presto con nuove ricette!
bavetta…..! *__*
gnam!!mi ispirano tantissimo
ci devo troppo provare!!
Io mi perdo quando sulle ricette compaiono termini come “un pizzico” o indicazioni approssimative… ma quanto diavolo è un pizzico? Comunque complimenti: non solo piatti buoni, ma anche presentati bene.
@PDBmaster: non hai mai dato un pizzicotto?
Brava Sere! Quando ci inviti????
@ Michelangelo: attendo nuovi suggerimenti, mi raccomando!
@ elis: mi fa piacere! In realtà la foto del piatto finito non rende del tutto giustizia… le foto di sera mi vengono sempre mosce! Ma il profumo… mmmm… prova prova dai! Così ci confrontiamo!
@ PDBmaster: hahahaha anche a me innervosiscono un pochino… fin che dicono un pizzico, ci posso anche arrivare da sola… ma la sigla q.b. la odio! Quanto basta? Quanto basta per chi?
La cosa bella che non si vede è che invece che usare i classici piatti fondi, ho servito la pasta in bacinelle di ceramica dipinta a mano, che facevano proprio “casereccio”. Grazie e… se hai ricette da suggerire, condividi!
@ Nemuriko: grazie cara! Fammi fare un altro bel pò di test… lo dico per voi, eh… non voglio avvelenati a casina mia
Ma che brava, Serena! Poi leggendola a quest’ora mi hai fatto venire proprio l’acquolina in bocca.
Alla prossima ricetta e non viziare troppo questi uomini
Un abbraccio.
princi
grande donna!dai lezioni private?!
…..da piccola cresce…….donna.
Ciao Salvatore……..spaghetti, aglio, olio, peperoncino e bottarga di tonno…deliziosi…….donna.
mmmmmmmmmmmhhhhhhhhhbuonaaaaaaaa
brava serenaaaaaa
@ princi: cara princi, grazie!
diciamo che mi sento un pò in debito… sai, spesso mi si vizia…
@ twigabea: innanzitutto, benvenuta!
Ma cara… lezioni private di cosa?
Se vuoi prendere lezioni private di cucina da una che ieri sera mentre affettava il pane con il coltello seghettato è riuscita ad affettarsi anche l’unghia dell’indice…
Posso darti lezioni di quello che NON si deve fare… ciauuuu!
Ora vengo un salto da te!
@ salvatore: mmmmm, buoniiiiii… e mi paiono anche meno elaborati… il che non guasta
@ Beppone: grazieeeeee!
sono sicura che la tua mogliettina ti vizia… dimmi tutta la verità 
eheheheh bello! brava brava… verranno tempi dove dovrai preparare manicaretti… ehehehe
@ Lorenzo: è una minaccia? uahahahauahaha