Callistemon, nel mio giardino
Ieri sera – dopo una bella serata a mangiare ranocchie (sì, sì… rane!) con Sabi e Ale (loro no, piatti più classici) – mi sono messa sotto le coperte con il libro Leggere Lolita a Teheran di Azar Nafisi. A pagina 324 ho trovato una bellissima poesia di Edward Estlin Cummings.
somewhere i have never travelled, gladly beyond
any experience, your eyes have their silence:
in your most frail gesture are things which enclose me,
or which i cannot touch because they are too nearyour slightest look will easily unclose me
though i have closed myself as fingers,
you open always petal by petal myself as Spring opens
(touching skilfully, mysteriously) her first roseor if your wish be to close me, i and
my life will shut very beautifully, suddenly,
as when the heart of this flower imagines
the snow carefully everywhere descending;
nothing which we are to perceive in this world equals
the power of your intense fragility: whose texture
compels me with the color of its countries,
rendering death and forever with each breathing(i do not know what it is about you that closes and opens;
only something in me understands
the voice of your eyes is deeper than all roses)
nobody, not even the rain, has such small hands____
là dove non sono mai stato, piacevolmente oltre
ogni esperienza, i tuoi occhi hanno il loro silenzio:
nel tuo gesto più delicato ci sono cose che m’imprigionano,
o che non posso toccare perché mi sono troppo vicineil tuo più tenue sguardo facilmente mi aprirà
benchè abbia chiuso me stesso come dita,
sempre mi apri petalo per petalo come la Primavera fa
(sfiorando abilmente, misteriosamente) la sua prima rosao se il tuo desiderio sia chiudermi, io e
la mia vita ci chiuderemo di scatto meravigliosamente, improvvisamente,
come quando il cuore di questo fiore s’immagina
la neve scendere con cautela ovunque;
niente di tutto ciò che sperimenteremo in questo mondo è pari
alla forza della tua intensa delicatezza: la cui trama
mi costringe nel colore delle sue terre,
rendendo omaggio alla morte e per sempre ad ogni respiro(non so cosa sia in te che chiude
e apre; solo qualcosa mi dice
che la voce dei tuoi occhi è più profonda di tutte le rose)
nessuno, nemmeno la pioggia, ha mani tanto piccole
Hanna e le sue sorelle di Woody Allen
Il libro nelle mani di Michael Caine: l’estratto della poesia di Cummings si trova a pagina 112







Pensiero breve:
Le cose più piccole racchiudono tanta grandezza che sommerge ogni cosa come se fosse mare…una goccia di pioggia, una goccia di sudore, una lacrima…lei, la più rumorosa, nel silenzio di una notte stellata senza cielo nel tuo cuore, ascolterà quel frastuono che, con tanta fatica porterà pioggia e sudore. felici compagne di una lacrima ormai non più sola in un cuore stellato, rosso, ma azzurro nell’anima.
P.S. 04Giugn08
Ciao piccole mani, Notte, Salvatore
Musica di oggi…Cristina Donà ” Goccia ” e ” How Deep Is Your Love “
Cavoli Sere,
Guarda un po’, mi ritiro a vita spirituale quel paio di giornatine e tu mi riempi il blog così, di un sacco di cose belle. Stasera torno con calma a leggere tutto. Bellissimo il Callistemon, i miei ne hanno uno gigantesco in giardino ed ora che è in fiore è uno spettacolo di fuochi d’artificio!
Ciao cara
Erika
Bella poesia e bellissimo fiore. Bello ’sto blog!
Continua così.
Ciao.
Diego.
non l’avevo mai visto un fiore così… troppo gentile! troppo delicato!
SMT
il fiore mi sfugge…è molto buffo. Quasi quasi lo impianto nel mio giardino.
Della poesia mi piace soprattutto l’ultima quartina, la voce degli occhi ( e già qui si potrebbe discutere molto) e poi la pioggia dalle mani piccolissime.
Possono gli occhi avere voce? E può una rosa essere profonda? Ellissi ardite, quasi barocche. Ma anche sinestesie che provano a rovesciare il nostro naturale approccio alle cose. E allora, nel cielo della metafora, se gli occhi “parlano” (e come parlano… ) possono aver voce. Così la rosa, nel suo profumo che inebria è profonda: ti ci immergi, ti ci perdi. Metafora dell’amore, dell’Eterno Femminino che come Goethe voleva sempre seduce, e salva…
io l’altra sera ci parlavo con le rane…
per sul serio… il tragico e che mi rispondevano!!!
cummings… l’unica volta che l’ho sentito nominare è stato nel film “jack frusciante è uscito dal gruppo”….
Ho un pò di arretrati… ero ad Istanbul *__*
@ Salvatore: un pò come avevo scritto qui…
Grazie come sempre per il tuo personale sguardo sul mondo!
@ Erika: anche tu non scherzi però eh… sbaglio?
Vero, uno spettacolo di fuochi d’artificio…
@ pxarcobaleno: grazie Diego!
@ Sergio Maria:
@ pani: vero che è strano?
Ti mando una talea a Verona? la pioggia dalle mani piccolissime, immagine stupenda…
@ Pier Cesare: benvenuto!
…e l’intensa delicatezza? Un ossimoro… sono particolarmente attratta da questa poetica. Grazie per il bellissimo contributo!
@ pilotino: già… e Alex cadeva dalle nuvole perchè non sapeva chi fosse, se ricordo bene!