Voglio rimanere sospesa sulla linea del post precedente, se non per la tematica, almeno per la forza espressiva che appartiene alla fotografia. Inserisco alcune immagini e due citazioni da libri ambientati in India…
by Neurotrash © 2004
Nathan non aveva perso il suo buon umore e pareva che non volesse addormentarsi. Io mi lasciai andare accanto a lui nel buio e quando ci toccammo egli all’improvviso si volse verso di me. Le parole morirono, l’aria tranquilla pareva in ascolto, la notte scura attendeva. Nell’abbraccio dell’oscurità sentii il suo corpo agitarsi di desiderio, le sue mani tremare su di me e i miei sensi aprirsi come un fiore al suo desiderio. Chiusi gli occhi e attesi, attesi nel buio; tutto il mio essere, scosso da un tremito selvaggio ed estatico, aspettava che lui venisse a me…
da Nettare in un setaccio di Markandaya Kamala
Quando Ramchand aveva affittato la stanza essa conteneva già la branda di corda e il tavolo. Oltre ai due mobili c’era anche un poster incorniciato appeso alla parete, lasciato dall’inquilino precedente. Il poster raffigurava un cottage con il tetto di paglia e piccole deliziose finestre di legno come Ramchand non aveva mai viste in vita sua. Sopra il portone, delle rose rampicanti. C’era anche un comignolo e un sentiero con i ciottoli che portavano fino al cottage. Dietro, si vedeva un cielo di un blu luminoso e alte montagne coperte di neve. Nell’angolo a destra, in basso, c’era una scritta che diceva: “Dov’è il mio cuore, lì è la mia casa”.
da Il negozio di sari di Rupa Bajwa
Tutte le fotografie di questo post – tranne la prima – sono state scattate dal padre di Philip © 2008













Quante contraddizioni estreme caratterizzano l’India. Splendida scelta di foto e testi.
sì, sorvoliamo sul sax ma non sul resto
Sono sempre invidiabili i tuoi post.
Contraddizioni e contrasti direi e li metti bene in luce con le immagini: b/n e colori, giovinezza e vecchiaia, sorrisi e sguardi rassegnati.
“Dove è il mio cuore, lì è la mia casa”…quanto sento questa frase…
E’ lui che governa tutto alla fine, sebbene cerchiamo di incastrarlo, delinearlo, vincolarlo, legarlo, lui resta sempre lì, dove vuole essere….ed è lì che siamo anche noi, volenti o nolenti….
io concordo con emaki..il cuore va lasciato libero però..altrimenti non ci si può sentire del tutto a casa ..
mi rilassa passare sul tuo blog cara Sere..che bello..
@ Michelangelo: grazie Miche!
@ pani: hihihihi, sei gentile… e davvero, come diceva Michelangelo, India terra di contrasti. Spero di poterci andare prima o poi.
@ emaki: esatto… la nostra casa potrebbe essere una panchina in riva al lago, se in quel momento la condividiamo con chi ci emoziona e riesce a leggerci dentro…
@ elis: il cuore veramente felice brilla di luce propria… grazie stella, mi fanno piacere le tue parole!
In un passaggio tratto da “Il negozio di sari” di Rupa Bajwa (”Dov’è il mio cuore, lì è la mia casa”) ritrovo con sorpresa un mio pensiero “la mia casa si trova / dove c’è il mio cuore”. Ovviamente lo condivido appieno!
Mai momento più azzeccato nel trovare questa frase nel tuo blog, fotografie a tre dimensioni, trasmettono la voglia di essere lì, un paese come nessun altro che voglio vistare.
La foto dei bambini è da premio, lo stile del blog e i contenuti, da non dimenticare.
@ Paolo: benvenuto e grazie per avere lasciato un commento! L’India suscita in me emozioni contrastanti, di certo è uno dei luoghi che vorrei vedere! Sono contenta di avere scovato quelle fotografie… grazie grazie grazie!