Non è una canzone che conosco da molto tempo, anzi, si tratta di una scoperta di pochi mesi fa; dopotutto non conosco molto bene Fabrizio De Andrè. Si tratta de Il sogno di Maria, contenuta nell’album La buona novella, un concept album tratto dalla lettura dei Vangeli apocrifi. Ogni volta che riascolto questa canzone mi vengono i brividi… ditemi poi se non è meravigliosa…
“Nel Grembo umido, scuro del tempio,
l’ombra era fredda, gonfia d’incenso;
l’angelo scese, come ogni sera,
ad insegnarmi una nuova preghiera:
poi, d’improvviso, mi sciolse le mani
e le mie braccia divennero ali,
quando mi chiese – Conosci l’estate
io, per un giorno, per un momento,
corsi a vedere il colore del vento.Volammo davvero sopra le case,
oltre i cancelli, gli orti, le strade,
poi scivolammo tra valli fiorite
dove all’ulivo si abbraccia la vite.Scendemmo là, dove il giorno si perde
a cercarsi da solo nascosto tra il verde,
e lui parlò come quando si prega,
ed alla fine d’ogni preghiera
contava una vertebra della mia schiena.Le ombre lunghe dei sacerdoti
costrinsero il sogno in un cerchio di voci.
Con le ali di prima pensai di scappare
ma il braccio era nudo e non seppe volare:
poi vidi l’angelo mutarsi in cometa
e i volti severi divennero pietra,
le loro braccia profili di rami,
nei gesti immobili d’un altra vita,
foglie le mani, spine le dita.Voci di strada, rumori di gente,
mi rubarono al sogno per ridarmi al presente.
Sbiadì l’immagine, stinse il colore,
ma l’eco lontana di brevi parole
ripeteva d’un angelo la strana preghiera
dove forse era sogno ma sonno non era.- Lo chiameranno figlio di Dio -
Parole confuse nella mia mente,
svanite in un sogno, ma impresse nel ventre.”E la parola ormai sfinita
si sciolse in pianto,
ma la paura dalle labbra
si raccolse negli occhi
semichiusi nel gesto
d’una quiete apparente
che si consuma nell’attesa
d’uno sguardo indulgente.E tu, piano, posati le dita
all’orlo della sua fronte:
i vecchi quando accarezzano
hanno il timore di far troppo forte.Il sogno di Maria, Fabrizio De Andrè






Quanto è dolce e forte l’immagine di Giuseppe che accarezza Maria … De Andrè attraverso la sua arte ha saputo mostrare l’uomo attraverso suggestioni a volte crude e a volte struggenti. Un regalo prezioso che si rinnova, ogni volta che si ascolta una sua canzone.
Ho avuto la fortuna di assistere a questo concerto. Grazie per averlo portato nel mio presente.
@ Davide: una vera fortuna! Più che una canzone è una nenia, una poesia dolce che culla… ma che cariiiino il nuovo avatar! *__*
Adoro De Andrè…un pò perchè è nato nella mia città, un pò perchè assomiglia alla mia città, un pò perchè è un grande cantautore…
Un regalo per voi:
“Cominciai a sognare anch’io insieme a loro
poi l’anima d’improvviso prese il volto.”
Da ragazzo spiare i ragazzi giocare
al ritmo balordo del tuo cuore malato
e ti viene la voglia di uscire e provare
che cosa ti manca per correre al prato,
e ti tieni la voglia, e rimani a pensare
come diavolo fanno a riprendere fiato.
Da uomo avvertire il tempo sprecato
a farti narrare la vita dagli occhi
e mai poter bere alla coppa d’un fiato
ma a piccoli sorsi interrotti,
e mai poter bere alla coppa d’un fiato
ma a piccoli sorsi interrotti.
Eppure un sorriso io l’ho regalato
e ancora ritorna in ogni sua estate
quando io la guidai o fui forse guidato
a contarle i capelli con le mani sudate.
Non credo che chiesi promesse al suo sguardo,
non mi sembra che scelsi il silenzio o la voce,
quando il cuore stordì e ora no, non ricordo
se fu troppo sgomento o troppo felice,
e il cuore impazzì e ora no, non ricordo,
da quale orizzonte sfumasse la luce.
E fra lo spettacolo dolce dell’erba
fra lunghe carezze finite sul volto,
quelle sue cosce color madreperla
rimasero forse un fiore non colto.
Ma che la baciai questo sì lo ricordo
col cuore ormai sulle labbra,
ma che la baciai, per Dio, sì lo ricordo,
e il mio cuore le restò sulle labbra.
“E l’anima d’improvviso prese il volo
ma non mi sento di sognare con loro
no non si riesce di sognare con loro.”
(”Un Malato di Cuore” dall’album “Non Al Denaro Nè All’Amore Nè Al Cielo”, Fabrizio De Andrè)
@ emaki81: i regali sono sempre ben accetti, ti ringrazio! è meravigliosa!
Figurati..tutto l’album è favoloso….e ogni pezzo merita…
Questo è il mio preferito…
Bellissima canzone! De André è davvero un grande.
La musica ci regala ogni volta delle nuove ali momentanee…quelle perse, quelle della nostra anima…ciao Salvatore…sei mai stata nel suo Agriturismo…fallo è opportuno.
Per chi conosce De Andrè come me, è una canzone stupenda. Come tantissime altre che ha fatto!!
@ emaki: smuuuaaaack!
@ Giale: mi emoziona moltissimo… è un bel segno
@ Salvatore: che bella immagine quella delle ali… grazie! No, non ci sono mai stata, voglio i dettagli!
@ Graziano: devo approfondire un pò la conoscenza… prometto che lo farò