Tutti i vostri strumenti hanno nomi bizzarri
e difficili, ma io vedo chiaro
e so che in fondo sono solamente
metri e gessetti con cui misurate
e segnate – segnete e misurate
senza stancarvi.Sfilate spilli di tra le labbra, come un sarto:
me li appuntate sull’anima
e dite: “Qui faremo un bell’orlo.
Dopo starai tanto meglio.”Io non voglio che mi tagliate un pezzo d’anima!
Se ne ho troppa per entrare nel vostro mondo,
ebbene, non voglio entrarci.Sono una poetessa: una farfalla, un essere
delicato, con ali.
Se le strappate, mi torcerò sulla terra,
ma non per questo potrò diventare
una lieta e disciplinata formica.Non voglio, Margherita Guidacci
nonvogliononvogliononvoglio
Luglio 30, 2008 di Serena







C’è sempre qualcosa che ci opprime…chiarissima, ciao Serena, Salvatore.
Emozionante… L’oppressione non fa altro che uccidere chi potrebbe volare lontano.
quello che dico anch’io
“Sono una poetessa: una farfalla, un essere
delicato, con ali.
Se le strappate, mi torcerò sulla terra,
ma non per questo potrò diventare
una lieta e disciplinata formica.”
La forza dei propri valori, di ciò in cui si crede e di ciò che si è….molto belli questi versi.
E’ difficile non farsi schiacciare alle volte….
“Se le strappate, mi torcerò sulla terra,”
Ecco, non bisogna arrendersi mai.
@ Salvatore: sempre, dentro o fuori di noi… ciao Salvatore!
@ syymza: grazie di essere tornato
@ wordinprogress: benvenuto/a!
@ emaki: è vero, è molto complicato… però siamo sempre lì… già esserne consapevoli è una grande cosa!
@ pani: siiiiii!