Nonostante il bellissimo anno che sto vivendo, la scorsa settimana è stata davvero difficile da gestire, soprattutto emotivamente: una preoccupazione in famiglia (da quasi un mese, in realtà), il lavoro che c’è e non c’è, e quando c’è è da organizzare al meglio per non rischiare di impazzire, un incontro di formazione di otto ore a cui ho partecipato sabato a Milano… un paio di notti fa ho fatto degli incubi assurdi e sabato il mal di stomaco mi ha tenuto compagnia perennemente. Ieri invece è stata una bellissima domenica, che mi ha restituito un pò di serenità. Negli scorsi giorni ho letto il post di emaki, in cui parlava dei suoi incubi.
All’improvviso mi sono accorta che sul mio comodino è sempre stata presente una scatolina di bambù, un regalo che avrà più o meno 18 anni. Al suo interno sono conservate sei bamboline di fil di ferro e cotone, grandi quanto una falange di mignolo: si tratta delle Worry Dolls. I bambini del Guatemala credono che confidando le proprie preoccupazioni ad ogni bambolina e mettendole sotto il cuscino prima di andare a dormire, il giorno successivo tali preoccupazioni saranno scomparse, portare via dalle bamboline.
There is a legend amongst the Highland Indian villages of Guatemala: “If you have a problem, then share it with a worry doll. Before going to bed, tell one worry to each doll, then place them beneath your pillow. Whilst you sleep, the dolls will take your worries away!”
Da bambina le ho usate molte volte e se mi capitasse di vivere nuovamente una settimana così, lo farò di nuovo. Il potere di queste bamboline è quello di farci dichiarare le nostre paure, permettendo che la nostra consapevolezza esorcizzi l’ansia che le accompagna.
Regalo a emaki le piccole bamboline colorate da mettere sotto al cuscino, tante quante sono le sue preoccupazioni.
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Ecco un negozio dove è possibile acquistare le Worry Dolls
Una guida per realizzare da soli le Worry Dolls (anzichè gli stuzzicadenti è possibile usare il fil di ferro)







Oh…cara Serena…che bel pensiero! Grazie!
Sono commossa…
@ emaki: col cuore… un abbraccio!
E’ molto poetica questa credenza di poter cancellare le preoccupazioni esorcizzandole con delle bamboline.
Mi porta in una realtà di fantasia e magia che mi attira molto. E mi dà un gran senso di serenità. Le paure rimangono crescendo, ma la capacità di esorcizzarle con la fantasia che si ha da bambini no, ci hai mai fatto caso?
@ emaki: anche a me dà la stessa sensazione! Sì, ci ho fatto caso… forse gli eventi negativi della vita si sono sommati e questa consapevolezza da adulti frena la nostra facoltà di fantasticare e guardare oltre le negatività contingenti… quando si è sofferto molto si incorre nel rischio di considerarsi “sfortunati” e a credere di essere inquadrati all’interno di un percorso che non può che riservarci tranelli, così si finisce a pensare di non meritarsi le cose belle che ci accadono o a pensare che ci sia sempre dietro qualcosa…
E’ proprio quello che ho capito di me dopo un lungo lavoro introspettivo di questi ultimi tempi. Sono sempre portata ad aspettarmi il peggio da qualsiasi situazione, con una triste cosapevolezza di ciò che è e con l’incapacità di guardare oltre al problema.
Quando ero bambina, ero capace di pensare che tutto si sarebbe risolto perchè c’era una fata che mi proteggeva…ovvio che ora non posso pensare una cosa simile, ma la capacità di prendere in considerazione che le cose potrebbero anche andare bene dovrei e potrei riacquistarla.
bellissime! Io avevo un bambolino nel mio astuccio, un bambolino spaiso con i capelli bianchi e alticci. Lo tenevo lì, a farmi compagnia a scuola. (in realtà era un vezzo, voglio dire, era in mezzo a penne, balaustroni, tiralinee, matite…).
Poi un mio compagno l’ha preso e gli ha tolto il viso: bocca, naso e occhi.
Mi è anche dispiaciuto un po’…
bel post, anzi, facciamo 50% e non se ne parla più, ok?
Belle Serena…servirebbero anche a me visto che di incubi ne faccio parecchi!
Hai anche qualche bambolina “portafortuna”? Ne avrei un ‘tantino’ bisogno…
Un bacio.
Alessandra “LibroAperto”
@ emaki: mi colpisce quello che mi dici cara ema, mi fa piacere che non ti neghi la possibilità che le cose possano andare diversamente “dal solito”. Un abbraccione.
@ pani: che tenero il bambolino
e che brutta fine che ha fatto… tenuto o buttato il resto del corpicino? Quanta grazia… 50% addirittura…
@ Ale: cara Ale, che succede? Non ho alcuna bambolina portafortuna o che possa dirsi tale, purtroppo… ma realizzo bigiotteria Hello Kitty & Co., magari posso farti qualcosina che possa diventare il tuo portafortuna
Bellissima la spilla con ‘cagnolino’….porterà fortuna? Quasi quasi ci provo….visto il periodo ‘nero’ che dura da un po’ troppo tempo!
Un bacione Ale.”LibroAperto”
il bambolino? Era mostruoso da guardare. Non so se l’ho buttato, forse l’ha fatto qualcun’altro.
le paure sono miti e creazioni dentro di noi, ma non credo che delle bamboline possano funzionare. da bambina non ho usavo le bambole solo per giocare a mamma e figlia, non mi e’ mai sfiorato il pensiero che potessero essere magiche, ero una bambina abbastanza concreta e realista. e sono rimasta cosi. pero la magia esiste davvero ed e’ dentro di noi, non nei giocattolini. ho postato su quest’argomento pero da un punto di vista educativo http://robertasia.wordpress.com/2008/03/09/i-lavoretti-sulle-paure-dovrebbero-essere-eliminati-dai-curriculum-scolastici/
Luv, r
@ Ale:
non è un cagnolino, è Marie degli aristogatti…
In effetti quella è carinissima, la porto d’inverno sul magliocino… spero vivamente il tuo periodo nero volga al termine e tu possa scorgere altri colori…
@ pani: arghhhhhhh! O___o
@ radha: guarda, ho proprio pensato al post appena scritto quando ho letto il tuo ieri sera, sfogliando il tuo blog… in realtà, nemmeno io ho mai giocato con le bambole (solo Barbie, ma per vestirle e pettinarle… è un’altra storia), perchè avevo la fortuna di poter giocare con mia mamma che era sempre presente. Non credo di aver mai pensato nemmeno da piccola alla *magia* delle bamboline, semmai la mia fiducia era totalmente riposta nella mamma, che mi chiedeva quali fossero le mie preoccupazioni e facevamo insieme questo “gioco”…
Spero che la preoccupazione di cui parli sia rientrata. E capisco la sensazione di instabilità che dà un lavoro che “c’è e non c’è”.
Guardando la foto delle Worry Dolls, che non conoscevo, ho scoperto di avere un fermacapelli, regalo di una carissima amica, fatto proprio di piccole ‘bamboline’ in miniatura, una legata accanto all’altra. Sono proprio loro! L’ho usato tantissimo e in parte rovinato, ma proverò a mandarti una sua foto.
@ princi: ma grazie cara, quanti commenti
Preoccupazione rientrata… sempre precaria sono, ma almeno vedo da qui a fine anno accademico
anche io ricordo che esistevano anche i fermacapelli con le bamboline… che bello, attendo volentieri la foto, magari in un post
ciao.. io aspetto ancora una tua risp.. da dove posso comprere queste bamboline??
@ teo: a me le avevano comprate ad un mercatino etnico… puoi cercarle in un negozio etnico oppure su Ebay… basta che cerchi “worry dolls” e le trovi. Buona fortuna!
CIAO MI CHIAMO LUCA E HO CERCATO IL SIGNIFICATO DELLE BAMBOLINE E MI SEI VENUTA FUORI TU.CASUALMENTE IN UN TRASLOCO A MILANO HO TROVATO UNA SCATOLETTA COME QUELLA CHE HAI TU NELLA FOTO CON DENTRO LE BAMBOLINE E NON SAPEVO CHE USO FARNE E PENSAVO ADDIRITTURA CHE FOSSERO DI MAGIA NERA ,MA DOPO AVER LETTO CIO’ CHE HAI SCRITTO SEGUIRO’ IL CONSIGLIO LE METTERO’ SOTTO IL CUSCINO GRAZIE MILLE (MA VALE LOSTESSO SE LE HO TROVATE)